Epifora da insufficiente drenaggio · Dott. Silvestro Caputo
Trattamento · Epifora da deflusso

Lacrime
al loro posto.

L'epifora da insufficiente drenaggio nasce da un punto lacrimale o da un canalino che si è chiuso. La via naturale del deflusso non funziona più, e l'occhio lacrima. La ricostruzione mini-invasiva del punto e del canalino, anche superiore, restituisce il passaggio.

~40 min
intervento ambulatoriale
93%
puncta ricostruiti · Zhuang 2019
Firenze · Empoli
sedi operative
Immagine
Sala procedure · microscopio chirurgico
«Una lacrima fuori posto
è un piccolo canale chiuso da qualche parte.
Sala procedure · Vie lacrimali
Fig. 00 · Atelier · Firenze 2026
Il percorso · 4 tappe
dalla valutazione alla pervietà ripristinata
01
Visita
Lampada a fessura · ispezione del punto · sondaggio gentile.
02
Test
Fluoresceina · test di Jones primario e secondario · lavaggio.
03
Ricostruzione
Canaliculotomia retrograda · ricostruzione del punto · punctoplastica.
04
Stent
Intubazione siliconica bicanalicolare · 3 mesi · controlli seriati.
I tre pilastri

Diagnosi, ricostruzione, pervietà.

01
Pilastro
Diagnosi.
Distinguere l'epifora da ipersecrezione da quella da ostruzione: test al fluoresceina di Jones primario e secondario, lavaggio, sondaggio. Capire dove la via è chiusa, prima di intervenire.
02
Pilastro
Ricostruzione.
Quando il punto è chiuso, si entra nel canalino dalla parte sana e si ricostruisce il punto a ritroso. Una tecnica micro-chirurgica che rispetta l'anatomia originale.
03
Pilastro
Pervietà.
L'intubazione siliconica bicanalicolare mantiene aperto il passaggio nei mesi cruciali della cicatrizzazione. Senza di essa, il punto tende a richiudersi.
01
Anatomia

La via delle lacrime, in cinque passaggi.

Le lacrime escono dalla ghiandola lacrimale, attraversano la superficie oculare e raggiungono il canto mediale, dove due piccole aperture le raccolgono: il punto lacrimale superiore e quello inferiore. Da qui imboccano i canalini, si uniscono nel canalicolo comune, finiscono nel sacco lacrimale e infine nel naso attraverso il dotto naso-lacrimale.

Basta che uno di questi gradini si chiuda — più spesso il punto, talvolta il canalino — perché le lacrime non trovino più la via di uscita. L'occhio comincia a lacrimare costantemente. È l'epifora da insufficiente drenaggio: una causa meccanica, non una iperproduzione.

I cinque passaggi
Punto lacrimale superiore
Punto lacrimale inferiore
Canalini sup. e inf.
Canalicolo comune
Sacco lacrimale
Dotto naso-lacrimale
Immagine
Schema · vie lacrimali di drenaggio
Fig. 01 · Anatomia
01/09
02
Forma severa

Occlusione completa superiore e inferiore.

Nei casi più severi entrambi i puncta dello stesso occhio risultano chiusi: il punto superiore e quello inferiore non si vedono nemmeno con la lampada a fessura. Spesso le cause sono ustioni termiche o chimiche, traumi, esiti cicatriziali, oppure anomalie congenite con agenesia bilaterale.

L'epifora è continua, indoor e outdoor, peggiora con il freddo e il vento. Il paziente è costretto ad asciugare l'occhio decine di volte al giorno. La ricostruzione di entrambi i puncta è possibile: la tecnica retrograda permette di rifare il superiore e l'inferiore nello stesso intervento. Solo nei casi in cui entrambi i canalini siano completamente distrutti si valuta un bypass con dacriocistorinostomia congiuntivale.

Cause più frequenti
Ustioni termiche
Ustioni chimiche
Traumi diretti
Agenesia congenita
Esiti cicatriziali
Simblefaron associato
Esiti di dacriocistite
Immagine
Occlusione bilaterale · esiti di ustione
Fig. 02 · Occlusione completa
02/09
03
Occlusione superiore

Punto e canalino superiore chiusi.

Il punto lacrimale superiore può chiudersi in modo isolato: una piccola cicatrice, un foruncolo della palpebra, un esito di calazio cronico, un trauma sul margine palpebrale. Spesso il sintomo è sottostimato perché il punto inferiore può ancora drenare circa il 75% delle lacrime; ma in molti pazienti l'epifora compare lo stesso, soprattutto all'aperto e con il freddo.

Quando l'ostruzione coinvolge anche il canalino superiore prossimale, il drenaggio attraverso quella via è completamente perso. La canaliculotomia retrograda permette di rientrare nel canalino dalla porzione orizzontale ancora pervia — circa 4 mm medialmente al punto — e di ricostruire il punto a partire dall'interno. Una micro-chirurgia mirata, che preserva l'anatomia esistente.

Quadro clinico
Punto superiore non visibile
Tessuto cicatriziale bianco
Epifora outdoor
Lavaggio impossibile dal superiore
Lavaggio pervio dall'inferiore
Jones primario negativo
Immagine
Margine palpebrale · punto superiore assente
Fig. 03 · Punto superiore chiuso
03/09
04
Stenosi superiore

Stenosi del punto lacrimale superiore.

Tra il punto pervio e quello completamente chiuso esiste tutta una scala di stenosi: l'apertura è ridotta a una fessura, a un pertugio, a una traccia. Sono forme spesso involutive (legate all'età), oppure secondarie a blefarite cronica, congiuntivite cicatrizziale, terapie topiche prolungate, colliri antiglaucoma.

Quando il punto è ancora visibile anche se piccolo, il primo gesto è una semplice dilatazione progressiva con dilatatore di Nettleship e l'inserimento di uno stent siliconico per qualche mese. Nelle stenosi più strette o cicatriziali serve una micro-punctoplastica: incisione triangolare del bordo posteriore, posizionamento dello stent, sutura selettiva. Se la stenosi si estende al canalino, si passa alla tecnica retrograda.

Trattamento conservativo
Dilatazione progressiva
Sondaggio gentile
Lavaggio con fisiologica
Stent siliconico mini
Micro-punctoplastica
Sostituzione colliri irritanti
Immagine
Stenosi puntale · dilatatore di Nettleship
Fig. 04 · Stenosi del punto
04/09
05
Diagnosi

Test al fluoresceina, primario e secondario.

I test al fluoresceina di Jones distinguono in pochi minuti l'epifora da iperlacrimazione da quella da insufficiente drenaggio, e localizzano il livello dell'ostruzione. Sono indispensabili nelle stenosi parziali, inutili nelle occlusioni totali (per definizione la fluoresceina non riesce a passare).

Si instilla una goccia di fluoresceina 1% nel sacco congiuntivale. Dopo 3-5 minuti si verifica con un tampone se il colorante è arrivato in fossa nasale: se sì, le vie sono pervie (epifora da iperproduzione). Se no, si esegue il test secondario, lavando le vie con soluzione fisiologica: se la fisiologica esce colorata, l'ostruzione è nel dotto naso-lacrimale; se esce limpida, l'ostruzione è alta — nei punti o nei canalini.

Esami complementari
Lampada a fessura
Sondaggio diagnostico
Lavaggio bilaterale
Schirmer test
Endoscopia nasale
Dacriocistografia · TC
Immagine
Fluoresceina 1% · test di Jones
Fig. 05 · I test di Jones
05/09
06
La tecnica

Canaliculotomia retrograda e punctoplastica.

L'intervento si svolge in regime ambulatoriale, in anestesia locale o generale, sotto microscopio operatorio. Si esegue una piccola incisione lungo la grey line del margine palpebrale, circa 4 mm medialmente al punto teorico. Da lì, con una dissezione delicata di 2-3 mm in profondità, si identifica la porzione orizzontale del canalino, che decorre tra congiuntiva tarsale e tarso.

Una volta esposto il canalino, si incide con forbici di Vannas e si introduce una sonda di Bowman a ritroso fino a far emergere la punta sotto la cute cicatriziale del punto. Da quel punto si esegue una micro-apertura di circa 1 mm, e si inserisce uno stent siliconico bicanalicolare che attraversa entrambi i canalini, il sacco e il dotto naso-lacrimale fino a uscire nel naso. L'incisione si chiude con sutura riassorbibile 8-0.

Passaggi chirurgici
Incisione grey line
Dissezione 2-3 mm
Esposizione canalino
Sonda Bowman a ritroso
Punctoplastica ~1 mm
Sutura 8-0 riassorbibile
Immagine
Set chirurgico · Vannas, Bowman, microsuture
Fig. 06 · La tecnica
06/09
07
Intubazione

Stent siliconico per tre mesi.

Lo stent siliconico bicanalicolare — diametro 1 mm, lunghezza 20 cm, con due sonde alle estremità — entra dal punto superiore ricostruito, attraversa il canalino, sacco e dotto, esce dal naso. Si fa lo stesso percorso a specchio sul punto inferiore: i due capi del tubo si annodano in fossa nasale, dove restano alloggiati per almeno tre mesi.

È il tempo necessario perché il nuovo punto e il canalino ricostruito si epitelizzino senza richiudersi sotto la spinta della cicatrizzazione. Durante questi mesi, le lacrime drenano normalmente lungo il tubo. A casa: collirio antibiotico-cortisonico per due settimane, lacrime artificiali al bisogno. Il tubo non si vede dall'esterno.

Cosa fare a casa
Antibiotico-cortisone
Lacrime artificiali
Niente sfregamento
Niente piscina · 3 sett
Controlli 1-3-6 mesi
Rimozione stent a 3 mesi
Immagine
Stent siliconico in sede · post-operatorio
Fig. 07 · L'intubazione
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Cosa accade dopo

Sgonfiamento, controlli, ritorno alla vita.

Il giorno stesso si torna a casa. Nei primi due-tre giorni la palpebra può apparire leggermente gonfia, con un piccolo arrossamento sulla grey line: non lascia segno. Il fastidio è minimo, controllato dal paracetamolo. L'occhio è subito utilizzabile per leggere, lavorare, guidare.

Nelle prime settimane l'epifora può ricomparire saltuariamente, soprattutto in ambienti freddi o ventosi: è un fenomeno transitorio legato alla presenza del tubo e alla cicatrizzazione iniziale. I controlli a 1 settimana, 1 mese, 3 mesi seguono la guarigione. Lo stent siliconico viene rimosso in regime ambulatoriale a 3 mesi, in pochi minuti.

Le tappe del recupero
Stessa sera · a casa
2-3 gg · sgonfiamento
7 gg · primo controllo
1 mese · lavaggio
3 mesi · rimozione stent
6 mesi · risultato stabile
Immagine
Controllo a 1 mese · margine palpebrale
Fig. 08 · Il recupero
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Risultato

Drenaggio ripristinato, epifora risolta.

Nella casistica di Zhuang e colleghi (Shanghai 2019), 31 puncta su 32 sono stati ricostruiti con successo (93,75%); tutti i pazienti hanno riportato miglioramento dell'epifora a 12-24 mesi. Circa il 25% riferisce risoluzione completa indoor e outdoor, il resto persistenza saltuaria solo all'aperto in condizioni di freddo o vento — il drenaggio funziona, la lacrimazione riflessa al freddo può comunque eccedere la capacità di smaltimento.

Per mantenere il risultato nel tempo: trattare le condizioni infiammatorie palpebrali (blefarite, dermatite seborroica), evitare colliri con conservanti se non strettamente necessari, controlli annuali. La cicatrice tarsale interna non è visibile e non altera la dinamica palpebrale.

Manutenzione
Igiene palpebrale
Cura della blefarite
Colliri senza conservanti
Controllo a 6-12 mesi
Protezione dal freddo
Lavaggio se sintomi
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Punto superiore ricostruito · 6 mesi
Fig. 09 · Il risultato
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Una nota dal Dott. Caputo
Quando una lacrima cade fuori posto, la causa non è sempre l'emozione. A volte è solo un piccolo canale che si è chiuso, e che si può riaprire.
Silvestro Caputo · Oftalmologo Chirurgo
I numeri dell'intervento

Mini-invasivo, tempi che si rispettano.

40
minuti in sala
microscopio operatorio
~4 mm
incisione grey line
medialmente al punto
3 mesi
di intubazione
stent siliconico
93%
puncta ricostruiti
Zhuang et al. · IJO 2019
Stenosi del punto superiore Occlusione canalicolare Canaliculotomia retrograda Punctoplastica Intubazione bicanalicolare Test di Jones Stenosi del punto superiore Occlusione canalicolare Canaliculotomia retrograda Punctoplastica Intubazione bicanalicolare Test di Jones
In sintesi

Le risposte
rapide.

Domande raccolte dai pazienti in visita. Per ogni dubbio, scrivici su WhatsApp.

01
Se il punto inferiore funziona, devo davvero ricostruire il superiore?
Il punto inferiore drena circa il 75% delle lacrime, ma in molti pazienti non basta da solo: l'epifora resta evidente, soprattutto outdoor. Si valuta caso per caso, in base al fastidio reale e all'impatto sulla quotidianità.
02
Il tubo siliconico si vede?
No: il tubo è sottile e trasparente, alloggiato all'interno delle vie lacrimali. Non si percepisce nella vita quotidiana, salvo un occasionale senso di corpo estraneo nei primissimi giorni.
03
Quanto dura il risultato?
A 12-24 mesi dall'intervento, il 96% circa dei puncta ricostruiti resta pervio (Zhuang 2019). Il rischio di nuova chiusura aumenta in presenza di blefarite cronica non trattata o uso continuo di colliri con conservanti.
04
E se la ricostruzione non funziona?
In una piccola quota di casi — canalini distrutti, agenesia completa, esiti severi — la ricostruzione non è praticabile. In quei casi si valuta una dacriocistorinostomia congiuntivale con tubo di Jones, descritta nella nota a fine pagina.
Quando il canalino non basta

Dacriocistorinostomia congiuntivale.

Lester T. Jones, M.D. · 1962

Quando entrambi i canalini sono assenti, completamente distrutti o irrimediabilmente fibrotici, la canaliculotomia retrograda non è praticabile. In quei casi rari ma reali, l'opzione storica e tuttora valida è la dacriocistorinostomia congiuntivale (CDCR) con inserimento di un tubo di Jones.

Si crea un nuovo passaggio dal lacus lacrimale, attraverso il sacco lacrimale e una finestra nella parete ossea della fossa lacrimale, fino alla cavità nasale. Nel tragitto si posiziona un tubo in Pyrex (lunghezza 10-16 mm, diametro 2 mm, colletto 4 mm) che funziona per capillarità sfruttando la pressione negativa nasale dell'inspirazione.

È un intervento più impegnativo, che richiede controlli endonasali periodici e accettazione del tubo come parte della propria quotidianità. La selezione del paziente è cruciale: si propone solo quando la sofferenza da epifora è davvero invalidante e non esistono alternative.

Pyrex 2 mm
tubo di Jones
10–16 mm
lunghezza · su misura
18-24 mesi
durata media tubo
Prima visita

Lacrime al loro posto.

Prenota una visita per valutare la tua epifora. Test di Jones, sondaggio, lavaggio: in un'unica visita capiamo dove la via si è chiusa e qual è la strada più semplice per riaprirla.

Firenze
Ospedale Piero Palagi · viale Michelangiolo
Empoli
Ospedale S. Giuseppe · v.le Boccaccio