Quello che
vedi senza
girare l'occhio.
Il campo visivo è tutto ciò che riesci a vedere mentre guardi fisso davanti a te: il centro, i lati, sopra e sotto. Misurarlo significa capire se la tua vista periferica funziona bene — anche quando tu non te ne accorgi.
Quattro momenti,
tutti molto semplici.
Si parla insieme
Prima dell'esame ti chiedo qualche notizia: se porti gli occhiali, se hai casi di glaucoma in famiglia, se ti senti gli occhi affaticati. Poco più di una chiacchierata, per capire bene su cosa concentrarci.
Ti faccio accomodare
Ti siedi davanti alla macchinetta, appoggi il mento e la fronte. Ti metto un occhio coperto e nell'altro inserisco una lentina che ti aiuta a vedere bene da vicino. Niente di fastidioso.
Guardi e premi un pulsante
Devi solo fissare un puntino centrale. Ogni tanto, di lato, comparirà una piccola luce: quando la vedi — anche debolissima — premi il pulsante che hai in mano. Tutto qui. Dura circa 12 minuti per occhio.
Ti spiego il risultato
Stampiamo subito l'esame e te lo mostro con calma, indicando le aree dove la tua vista è perfetta e quelle dove magari serve fare attenzione. Se ne hai fatti altri in passato, li confrontiamo insieme.
Tre motivi per cui
questo esame conta davvero.
Vede ciò che tu non vedi
Il glaucoma all'inizio non dà nessun sintomo. Tu vedi benissimo, ma la malattia ha già iniziato a ridurre la vista laterale senza che tu te ne accorga. Il campo visivo è uno dei pochi modi per scoprirlo in tempo.
Permette di confrontare nel tempo
Fare l'esame una volta sola serve a poco. Ripeterlo a distanza di mesi o anni è ciò che permette di capire se la tua situazione è stabile, oppure se la malattia sta avanzando e bisogna cambiare cura.
Insieme all'OCT racconta tutto
Il campo visivo da solo non basta: lo abbino sempre all'OCT, una specie di "fotografia" del nervo ottico. I due esami insieme danno un quadro completo, e ci permettono di decidere insieme la cura migliore per te.
Cosa misura,
in parole semplici.
Prova a fissare un punto davanti a te senza muovere gli occhi. Tutto quello che riesci a vedere, anche con la coda dell'occhio, è il tuo campo visivo.
Quando si è giovani e sani, il campo visivo è ampio: vediamo bene davanti, ai lati, in alto e in basso. Con alcune malattie degli occhi — il glaucoma soprattutto — questa "finestra" comincia a restringersi, partendo di solito dai bordi. Spesso il paziente non se ne accorge per anni, perché il cervello "riempie" le zone mancanti.
L'esame del campo visivo serve proprio a questo: misurare con precisione la tua vista laterale, in tanti punti diversi, per scoprire se ci sono zone in cui vedi un po' meno. Sono spesso aree piccolissime, che tu non puoi notare guardandoti intorno, ma che lo strumento riesce a individuare.
Funziona così: ti viene mostrata una serie di lucine, una alla volta, in posizioni diverse della tua visione. Tu premi un pulsante quando le vedi. Alla fine, il computer disegna una mappa della tua vista — colorata di chiaro dove vedi bene, di scuro dove vedi meno. Da quella mappa partiamo per capire come stai.
Dove ho imparato
a leggere
questi esami.
Una parte importante della mia formazione è stata in Inghilterra, al Manchester Royal Eye Hospital, uno dei centri più importanti d'Europa per le malattie degli occhi.
Lì ho lavorato con il Professor Paulo Stanga, un esperto riconosciuto a livello internazionale, e con il suo gruppo di ricerca sulla retina. Ho passato giornate intere a leggere campi visivi insieme a colleghi che ne avevano fatto la specialità di una vita. Non si tratta solo di sapere "cosa misura" lo strumento: bisogna imparare a riconoscere quando un'alterazione è dovuta al glaucoma, quando dipende dalla stanchezza del paziente, quando è un segnale che la malattia sta peggiorando.
Da quell'esperienza è nata anche la mia abitudine a non guardare mai il campo visivo da solo. Lo metto sempre insieme all'OCT — un altro esame, indolore e velocissimo, che fotografa il nervo ottico — e a volte all'OCT-angiografia, che mostra come scorre il sangue nei vasi più piccoli della retina. Tre esami diversi, letti insieme, raccontano la storia molto meglio di uno solo.
Questo è ciò che cerco di portarti negli ambulatori di Firenze ed Empoli: un'attenzione clinica che viene da una formazione internazionale, ma applicata con calma, prendendo il tempo necessario per spiegarti quello che vedo nei tuoi esami.
centro di riferimento
per la retina e l'OCT
ambulatorio Glaucoma
su appuntamento
Scoprire il glaucoma
quando ancora
non si vede niente.
Il problema del glaucoma è che, all'inizio, non fa male e non si vede. Quando il paziente comincia ad accorgersi di qualcosa, spesso il nervo ottico ha già subito danni importanti.
Per questo motivo, negli ultimi anni, la medicina si è organizzata per scoprire la malattia molto prima. Oggi sappiamo che, anche quando il campo visivo è ancora perfetto, ci possono essere segnali del glaucoma visibili con altri esami.
Una ricerca importante pubblicata su Ophthalmology nel 2018 ha studiato pazienti che avevano il glaucoma in un solo occhio. L'altro occhio, "sano", aveva il campo visivo ancora normale. Eppure, guardando con l'OCT-angiografia — l'esame che fotografa i piccoli vasi sanguigni della retina — si vedeva chiaramente che i vasi erano già più scarsi anche nell'occhio "sano". La malattia, in quell'occhio, era già iniziata: solo che ancora non aveva dato sintomi.
Cosa significa per te? Significa che se hai familiari con il glaucoma, o se hai la pressione dell'occhio un po' alta, non basta aspettare che il campo visivo cambi. Combinando campo visivo, OCT e OCT-angiografia possiamo individuare la malattia in anticipo — e iniziare la cura quando ancora c'è tutto da salvare.
Esame storicoCampo Visivo
È l'esame di riferimento da decenni. Affidabile, riconosciuto da tutti. Però si altera solo quando il danno è già un po' avanzato — è un "campanello d'allarme tardivo".
AnticipoOCT e OCT-Angiografia
Sono esami più recenti e più sensibili. Mostrano il nervo ottico e i vasi della retina, e possono cogliere il problema mesi o anni prima che il campo visivo si modifichi.
"Sta peggiorando
o è uguale
a prima?"
È la domanda più importante che mi si pone in ambulatorio. E anche la più difficile a cui rispondere bene.
Confrontare due campi visivi fatti in momenti diversi non è semplice. Anche in una persona perfettamente stabile, l'esame può venire un po' diverso da una volta all'altra: dipende da quanto si è riposati, da come si è collaborato, da fattori che non hanno nulla a che vedere con la malattia. Quello che noi dobbiamo capire è se la differenza che vediamo è "rumore di fondo" o se invece è un vero peggioramento.
Per questo non basta mai un solo esame di controllo. Una ricerca importante del 2019, fatta su quasi 91.000 campi visivi di pazienti seguiti per anni, ha confermato che servono più esami ripetuti nel tempo per dare una risposta affidabile. Inoltre i pazienti con il glaucoma più avanzato sono proprio quelli in cui la valutazione richiede più cura, perché l'esame è più "ballerino".
Nella pratica: nei primi due anni dopo la diagnosi facciamo 2-3 esami all'anno, per stabilire bene il punto di partenza. Poi la frequenza si decide insieme, in base alla gravità della tua situazione e alla velocità con cui la malattia si muove. L'obiettivo non è "fare tanti esami": è averne abbastanza per accorgersi in tempo se qualcosa cambia.
Cataratta e glaucoma:
un equivoco
da chiarire.
Capita spesso che, dopo l'intervento di cataratta, un paziente con glaucoma mi dica: «Dottore, vedo molto meglio. Il glaucoma sarà migliorato anche lui, no?» Vorrei che fosse così, ma purtroppo non funziona in questo modo.
Uno studio molto serio del 2019 ha seguito oltre cento occhi con glaucoma operati di cataratta, controllandoli per parecchi anni prima e dopo l'intervento. Cosa è successo? Dopo l'operazione di cataratta la pressione dell'occhio si è abbassata un po' (notizia buona) e la vista è migliorata (altra notizia buona). Ma il glaucoma non si è fermato: ha continuato ad avanzare al suo ritmo, esattamente come prima.
C'è però un'eccezione importante: i pazienti che prima della cataratta avevano già fatto un'operazione per il glaucoma (la trabeculectomia, un piccolo intervento per ridurre la pressione) sono andati meglio. Per loro il glaucoma è rimasto più stabile.
Cosa porti a casa da questo discorso? Tre cose semplici:
Da sapereVedere meglio ≠ guarito
Dopo la cataratta la vista migliora perché si toglie una lente "appannata". Ma il nervo ottico — quello che il glaucoma rovina — resta esattamente com'era prima.
ImportanteControlli più ravvicinati
Nei mesi successivi all'intervento di cataratta è meglio fare campi visivi più frequenti. Aiuta a vedere subito se il glaucoma sta accelerando, e a intervenire in tempo.
Un esame non basta mai. È il confronto fra il campo visivo di oggi e quelli degli anni precedenti che racconta cosa sta succedendo davvero ai tuoi occhi.
L'OCT aiuta a capire
chi peggiorerà
più in fretta.
Non tutti i glaucomi corrono alla stessa velocità. Alcune persone restano stabili per decenni, altre peggiorano più rapidamente. Sapere in anticipo a quale gruppo appartieni cambia molto la cura.
Una ricerca americana pubblicata nel 2019 ha seguito 150 occhi con glaucoma per oltre quattro anni. I ricercatori si sono chiesti: c'è un modo, guardando gli esami di oggi, per capire chi peggiorerà velocemente nei prossimi anni? La risposta è sì.
Quello che predice meglio la velocità del peggioramento è l'OCT del nervo ottico — e in particolare le zone in cui le fibre nervose sono più "consumate" in modo concentrato (non a macchia di leopardo, ma proprio in una zona precisa). I pazienti con questo tipo di danno focale hanno una probabilità quasi tripla di peggiorare rapidamente rispetto agli altri.
Altri segnali che ci mettono in allerta: una cornea sottile, le emorragie del nervo ottico (piccoli sanguinamenti che si vedono al fondo dell'occhio), un campo visivo già un po' alterato all'inizio. Quando troviamo queste caratteristiche, controlliamo il paziente più spesso e siamo più aggressivi con la terapia. Quando invece non ci sono, possiamo permetterci visite più distanziate.
Perché tutto questo
conta nella vita
di tutti i giorni.
Dietro le mappe colorate del campo visivo c'è una cosa molto concreta: la tua autonomia. La possibilità di guidare, di uscire da solo, di non avere paura di cadere.
Una ricerca del 2019 ha seguito 225 pazienti con glaucoma per due anni, registrando ogni caduta e usando piccoli apparecchi al cinto per contare i passi e capire dove cadevano. È venuta fuori una cosa sorprendente: più della metà delle cadute (il 57%) avviene in casa, non per strada. E in casa ogni singolo passo ha il doppio del rischio di trasformarsi in una caduta, rispetto ai passi fatti fuori.
Più il campo visivo è ridotto, più il rischio di cadere aumenta — non perché si sia "deboli", ma perché si vedono meno gli ostacoli, gli scalini, il bordo del tappeto. Per questo, diagnosticare e curare il glaucoma in tempo non significa solo "salvare la vista": significa permetterti di continuare a fare le cose che ti piacciono, in sicurezza.
Da parte mia, in ambulatorio, quando trovo un paziente con un campo visivo già parecchio ridotto, do sempre qualche consiglio pratico: migliorare la luce in casa (soprattutto sulle scale e nel bagno), togliere i tappetini che scivolano, mettere strisce antiscivolo nella vasca. Sono piccoli accorgimenti che possono evitare cadute serie.
In casaPiù luce, meno ostacoli
Buona illuminazione di corridoi e scale, lampadina vicino al letto, basta tappetini che scivolano. La maggior parte delle cadute succede proprio nei posti che conosciamo meglio.
Fuori casaCalma e occhio attento
Scale pubbliche, marciapiedi sconnessi, parcheggi al buio: sono i punti delicati. Camminare con un po' più di attenzione, senza fretta, riduce molto il rischio.
Quattro dati
da tenere a mente.
Per occhio, in tutta tranquillità. Nessuna goccia, nessuna puntura, nessun fastidio.
A seconda della situazione: 1 se sei stabile, fino a 3 se il glaucoma è attivo.
Circa una persona su sessanta, ma quasi la metà non sa di averlo.
Soprattutto se in famiglia c'è già qualcuno con glaucoma. Prima si scopre, meglio è.
La ricerca dietro
quello che ti racconto.
Le cose che leggi in questa pagina non sono opinioni personali: sono il frutto di studi internazionali pubblicati su riviste scientifiche, che vengono letti e discussi dai medici di tutto il mondo. Eccone alcuni, riassunti in poche parole.
Saeedi · 2019
Confronto fra sei modi diversi di misurare il peggioramento del campo visivo, su 91.000 esami. Conclusione: servono più esami nel tempo per essere sicuri.
Yarmohammadi · 2018
L'OCT-angiografia trova segni di glaucoma nei pazienti che hanno ancora il campo visivo perfetto. Strumento utile per la diagnosi precoce.
Kim · 2019
Dopo l'intervento di cataratta, il glaucoma continua ad avanzare al suo ritmo. La cataratta non lo cura — vanno curate due cose diverse.
Ramulu · 2019
Più della metà delle cadute in pazienti con glaucoma avviene in casa. Migliorare l'illuminazione domestica e togliere ostacoli aiuta molto.
Quello che mi chiedete
più spesso.
L'esame fa male? Dovrò mettere delle gocce?
No, non fa assolutamente male. Non si mette nessuna goccia, non si dilata la pupilla. Devi solo stare seduto comodo, guardare un puntino davanti a te e premere un pulsante quando vedi le lucine. È un esame molto tranquillo: l'unica cosa è che richiede un po' di attenzione.
Quanto dura?
Circa 12 minuti per ciascun occhio, quindi 25-30 minuti in totale considerando anche la preparazione. Se ti stanchi durante l'esame, possiamo fare una piccola pausa: nessun problema. Nelle persone già abituate l'esame è più rapido.
Ogni quanto devo ripeterlo?
Dipende dalla tua situazione. Se sono i primi esami e dobbiamo capire come stai, ne facciamo 2-3 il primo anno. Se sei stabile, basta uno all'anno. Se invece il glaucoma sta avanzando o sei stato operato di recente, ne facciamo di più. Decidiamo sempre insieme: nessun esame inutile.
Se il campo visivo è normale, sono a posto?
Non sempre. Il campo visivo è un esame che si altera quando il danno è già un po' avanti. Se hai casi di glaucoma in famiglia, o la pressione dell'occhio un po' alta, è meglio aggiungere anche l'OCT — un altro esame indolore che vede prima i problemi. Ne parliamo insieme in visita.
Posso fare il campo visivo a casa, con il telefono?
Esistono delle app, ma per ora non sostituiscono l'esame fatto in studio. Le macchine professionali sono molto più precise, e le decisioni importanti — come iniziare una nuova cura o cambiare le gocce — vanno prese su esami affidabili. Le app possono essere un aiuto in più, mai un sostituto.
Devo portare qualcosa con me?
Sì, due cose importanti: gli occhiali che usi normalmente (anche se in realtà userai una lentina apposita) e tutti gli esami del campo visivo che hai fatto in passato, anche da altri colleghi. Il confronto con il passato è uno degli aspetti più preziosi della visita.
Un esame fatto
bene, spiegato
con calma.
Campo visivo, OCT e OCT-angiografia, valutati insieme. Ambulatori di Firenze ed Empoli, su appuntamento.