Acquisizione
Una sequenza di scansioni attraversa macula, papilla o segmento anteriore secondo il quesito clinico.
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Vedi tutti i risultatiTomografia ottica computerizzata · Firenze ed Empoli
Non una semplice fotografia: una mappa degli strati oculari.
L’OCT misura retina, macula, fibre nervose e nervo ottico con precisione micrometrica. Il dato diventa clinicamente utile quando risponde a una domanda precisa e viene confrontato nel tempo.

Indice clinico
Ogni card porta alla situazione clinica corrispondente. L’esame non è identico per tutti: cambiano protocollo, area analizzata e significato del confronto.
Come funziona
L’OCT usa interferometria a bassa coerenza: analizza la luce riflessa dai tessuti e genera B-scan e volumi tridimensionali, senza radiazioni ionizzanti.

Una sequenza di scansioni attraversa macula, papilla o segmento anteriore secondo il quesito clinico.
Il software riconosce gli strati e calcola spessori, mappe e volumi; l’operatore deve controllarne la correttezza.
Il valore maggiore nasce dalla serie temporale: stessa area, protocollo coerente e immagini di qualità comparabile.

01 · Glaucoma
Nel glaucoma l’OCT documenta tessuto nervoso, non la pressione oculare. Le mappe devono essere correlate a papilla, tonometria, gonioscopia, pachimetria e campo visivo.
Misura lo spessore delle fibre nervose intorno alla papilla e ne evidenzia pattern focali o diffusi.
Analizza cellule ganglionari e strati interni della macula, utili anche quando il danno coinvolge precocemente l’area centrale.
Parametri della testa del nervo ottico e analisi event/trend aiutano a distinguere stabilità da perdita misurabile nel tempo.
02 · Maculopatia legata all’età
L’OCT distingue la morfologia della forma non essudativa da segni di attività neovascolare. Non sostituisce visita, autofluorescenza, OCTA o angiografia quando queste sono indicate.

Forma secca / atrofica
Forma umida / neovascolare
03 · Follow-up terapeutico
Il confronto con il basale mostra se il liquido si riduce, ricompare o resta stabile. La frequenza non è uguale per tutti: dipende da diagnosi, farmaco, tipo di laser, risposta e rischio visivo.
Fluido intraretinico/sottoretinico, PED e spessore centrale orientano il monitoraggio. L’OCT non decide da solo se e quando trattare.
Dopo fotocoagulazione, laser focale/grid o terapia fotodinamica, l’OCT può documentare edema e modificazioni anatomiche secondo l’indicazione.

04 · Diabete
Nel paziente diabetico l’OCT è particolarmente utile quando si sospetta edema maculare o serve monitorarne il trattamento. Misura spessore e distribuzione del fluido, ma non sostituisce l’esame del fondo o le fotografie retiniche per lo screening della retinopatia.
Cisti intraretiniche, fluido sottoretinico e coinvolgimento del centro foveale.
Zona ellissoide, membrana limitante esterna e disorganizzazione degli strati interni aiutano a descrivere il danno.
Riduzione o persistenza del fluido viene letta insieme ad acuità visiva, controllo metabolico e quadro retinico complessivo.
05 · Screening mirato e altre indicazioni
L’OCT è ad alto valore quando esiste un rischio, un sintomo o una decisione da chiarire. Un esame “di routine” senza quesito clinico aumenta il rischio di reperti incidentali e interpretazioni scorrette.
Papilla sospetta, familiarità, pressione elevata o miopia importante: utile un basale strutturale.
Distorsione delle linee, macchia centrale, calo visivo o differenza tra i due occhi richiedono valutazione mirata.
Una scansione maculare può rivelare alterazioni che modificano prognosi e scelta di IOL premium.
Membrana epiretinica, trazione vitreomaculare e foro maculare sono definiti in sezione.
Occlusioni venose, edema postoperatorio, uveite e corioretinopatia sierosa centrale possono richiedere OCT seriale.
Maculopatia miopica e alcune neuropatie ottiche richiedono protocolli e interpretazione dedicati.
06 · Tecnologia e futuro
Il futuro dell’OCT non è soltanto più risoluzione: è confronto automatico, misurazione dei biomarcatori e osservazione più frequente. “Emergente” non significa però già disponibile o indicato per ogni paziente.
Scansioni più rapide, maggiore profondità e campi più ampi per coroide, periferia e strutture profonde.
Mappe non invasive del flusso vascolare. Mostra perfusione, ma non la fuoriuscita di colorante e resta sensibile agli artefatti.
Segmentazione e quantificazione automatica di fluido e biomarcatori per rendere il confronto più riproducibile.
Dispositivi prescritti per auto-scansioni domiciliari possono monitorare alcune patologie tra le visite; non sostituiscono il controllo clinico.
Tecniche emergenti puntano a risoluzione cellulare e nuove misure funzionali, ancora soprattutto in centri avanzati e ricerca.
Imaging integrato nel microscopio per controllare strutture e manovre durante alcune procedure chirurgiche.
Interpretazione
Il referto automatico confronta l’occhio con database normativi e algoritmi di segmentazione. Il clinico deve controllare il B-scan originale, la qualità del segnale e la coerenza anatomica.
Artefatti: movimento, ammiccamento, secchezza, cataratta, decentramento o errori di segmentazione possono alterare le misure.
“Rosso” e “verde”: i colori del report non equivalgono automaticamente a malattia o normalità.
Miopia e anatomie atipiche: possono non essere rappresentate bene nel database di riferimento.
Confrontabilità: stesso strumento e protocollo coerente rendono più affidabile la serie nel tempo.
Domande frequenti
Informazioni generali: indicazione e interpretazione dipendono sempre dal quadro clinico individuale.
No. Utilizza luce e, nella forma abituale, è non invasivo e senza contatto. Non impiega radiazioni ionizzanti.
Non sempre. Può essere utile quando la pupilla è piccola, i mezzi sono meno trasparenti o serve migliorare la qualità della scansione.
L’acquisizione richiede in genere pochi minuti, ma può essere ripetuta se movimento, ammiccamento o centratura riducono la qualità.
No. Un risultato normale non sostituisce visita, anamnesi, pressione, campo visivo o altri esami indicati.
No. L’OCT strutturale descrive tessuti e fluido; l’OCTA ricostruisce il movimento del sangue nei vasi senza colorante, con limiti e artefatti specifici.
Non esiste un intervallo universale. Dipende da diagnosi, rischio, trattamento, qualità del basale e velocità di cambiamento attesa.
È possibile un confronto clinico, ma le misure numeriche e i database non sono sempre intercambiabili. Per l’analisi di progressione è preferibile un protocollo coerente.
Il principio clinico
Un singolo numero non basta. La domanda corretta è se struttura, sintomi, funzione e andamento nel tempo raccontano la stessa storia.
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Dott. Silvestro Caputo
Oftalmologo e chirurgo. Informazioni cliniche e professionali; attività medica temporaneamente sospesa.
© Dott. Silvestro Caputo · Contenuti informativi, non sostitutivi della valutazione medica.