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HUB CLINICO

Cinque famiglie di intervento.

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Blefaroplastica e sopracciglio

Superiore, inferiore e posizione del sopracciglio.

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Ptosi palpebrale

Margine, levatore e diagnosi differenziale.

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Ectropion ed entropion

Malposizioni del margine palpebrale.

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Noduli e neoformazioni

Biopsia, exeresi e ricostruzione.

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Vie lacrimali

Lacrimazione, stenosi e drenaggio.

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ANATOMIA, NON ETÀ

Osservare dove cambia. Capire dove intervenire.

Cute, piega palpebrale, volumi inferiori e sopracciglio possono cambiare in modo indipendente. Questa sequenza mostra possibilità anatomiche, non fasi obbligate né l’evoluzione della stessa persona.

Equilibrio anatomico illustrativo tra palpebre, piega superiore e sopracciglio

01 — Equilibrio giovane

Nello sguardo giovane palpebre e sopracciglia tendono a essere regolari e simmetrici, pur con normali differenze individuali. I reperi si distribuiscono su piani anatomici armonici e l’equilibrio tra muscoli elevatori e depressori sostiene la posizione del sopracciglio. In assenza di disturbi o alterazioni, non vi è indicazione chirurgica.

Piega palpebrale superiore e rapporto anatomico con il sopracciglio

02 — Prime modifiche superiori

I primi cambiamenti possono interessare la palpebra superiore. La cute perde elasticità e la piega può apparire più marcata per perdita di volume, oppure meno definita quando prevale la lassità. Un diverso equilibrio tra frontale e muscoli depressori può contribuire alla discesa del sopracciglio.

Regione palpebrale inferiore con volumi, solchi e tessuti perioculari

03 — Invecchiamento inferiore

Con il tempo possono comparire borse, solchi, lassità ed eccesso cutaneo, insieme a perdita o ridistribuzione dei volumi adiposi. La transizione tra palpebra e guancia diventa meno uniforme e lo sguardo può assumere un aspetto più stanco.

Sopracciglio e palpebra superiore valutati come strutture anatomiche distinte

04 — Sopracciglio e funzione

Il sopracciglio, soprattutto lateralmente, può scendere per cambiamenti di cute, legamenti, volumi e per il diverso equilibrio tra frontale e muscoli depressori. La discesa può accentuare l’eccesso cutaneo superiore e, nei casi più marcati, ridurre il campo visivo superiore, talvolta supero-temporale. Lacrimazione, prurito e fastidio richiedono invece una valutazione distinta.

Esplora le quattro aree anatomiche

01 Equilibrio giovane · 02 Palpebra superiore · 03 Palpebra inferiore · 04 Sopracciglio

TRE STRUTTURE, TRE INDICAZIONI

La procedura corretta nasce dalla struttura coinvolta.

Cute e piega della palpebra superiore, comparti della palpebra inferiore e posizione del sopracciglio richiedono valutazioni distinte. La visita definisce quale struttura determina il problema e se esiste un’indicazione chirurgica.

Illustrazione anatomica della palpebra superiore e delle aree valutate nella blefaroplastica superiore

Blefaroplastica superiore

Riduce l’eccesso cutaneo e, quando indicato, rimodella il grasso della palpebra superiore, rispettando piega, chiusura oculare e posizione del sopracciglio.

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Illustrazione anatomica della palpebra inferiore e delle aree valutate nella blefaroplastica inferiore

Blefaroplastica inferiore

Tratta in modo selettivo borse, lassità ed eccesso cutaneo; volumi, solco palpebro-malare e sostegno laterale guidano la tecnica.

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Illustrazione anatomica del sopracciglio e della direzione di riposizionamento

Lifting del sopracciglio

Riposiziona il sopracciglio, soprattutto nella porzione laterale, quando la sua discesa contribuisce alla pesantezza superiore o alla limitazione del campo visivo.

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Sguardo giovane e aperto utilizzato come immagine illustrativa dell’obiettivo estetico

Uno sguardo aperto conserva la propria identità.

Immagine illustrativa.

OBIETTIVO CHIRURGICO

Più aperto. Non diverso.

L’obiettivo non è cambiare l’identità dello sguardo, ma alleggerire ciò che lo appesantisce, rispettando anatomia, proporzioni e funzione delle palpebre. Ogni indicazione nasce da una valutazione individuale. L’immagine è illustrativa e non consente di prevedere il risultato.

DUE PROBLEMI DIVERSI

Pelle in eccesso o palpebra calata?

La differenza principale è nel margine palpebrale: nella dermatocalasi resta in posizione; nella ptosi scende.

Immagine illustrativa di eccesso cutaneo della palpebra superiore con margine palpebrale in posizione

Pelle in eccesso

La cute ricade sulla piega, ma il margine resta nella sua posizione. La blefaroplastica rimodella cute e, quando indicato, grasso: non solleva il margine palpebrale.

Immagine illustrativa di ptosi con abbassamento del margine palpebrale superiore

Palpebra in ptosi

È il margine a scendere, talvolta fino a coprire parte della pupilla. La correzione agisce sul muscolo elevatore o sulla sua aponeurosi: la sola blefaroplastica non basta.

Anche la posizione del sopracciglio viene valutata separatamente.

QUANDO COESISTONO

Una diagnosi. Un piano su misura.

Pelle in eccesso e ptosi possono essere presenti insieme. La visita misura cute, margine, funzione del levatore e sopracciglio per stabilire se serva la blefaroplastica, la correzione della ptosi o entrambe.

Approfondisci la ptosi

La tecnica dipende dalla causa, dalla funzione residua del levatore e dal grado di abbassamento.

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IL SISTEMA DI SOSTEGNO

Ectropion ed entropion: quando il margine perde stabilità.

Il tarso dà forma alla palpebra; i tendini cantali mediale e laterale la mantengono in tensione e aderente al bulbo. Nelle forme involutive, lassità orizzontale e alterazione dei retrattori inferiori permettono al margine di ruotare.

Illustrazione anatomica del tarso palpebrale e dei sistemi di sospensione mediale e laterale

Tarso, tendini cantali e retrattori lavorano insieme.

Il tarso è la struttura portante; i sistemi di sospensione mediale e laterale e i retrattori inferiori ne guidano posizione e contatto con l’occhio. Illustrazione anatomica a scopo educativo: non consente autodiagnosi.

Nelle forme involutive

L’invecchiamento può allentare tendini cantali e retrattori. Cicatrici, paralisi facciale, masse o altre condizioni possono causare malposizioni con meccanismi diversi.

Ectropion — verso l’esterno

Il margine perde contatto con l’occhio. Possono comparire esposizione, bruciore e lacrimazione; la chirurgia ripristina tensione e appoggio in base alla sede della lassità.

Approfondisci l’ectropion

Entropion — verso l’interno

Il margine ruota verso l’occhio e ciglia e cute possono sfregare sulla cornea. La correzione riequilibra lassità orizzontale, retrattori e orbicolare secondo la causa.

Approfondisci l’entropion

La direzione è visibile. La causa va diagnosticata.

Approfondisci tutte le malposizioni palpebrali

LESIONI PALPEBRALI

Non ogni nodulo è una neoformazione.

La diagnosi nasce dalla storia clinica, dall’evoluzione e dai segni osservati. Alcune lesioni richiedono solo controllo; altre biopsia, exeresi ed eventuale ricostruzione.

Infografica illustrativa di un nodulo della palpebra inferiore e dei segni da valutare

Una lesione da interpretare.

Crescita, ulcerazione, sanguinamento o perdita di ciglia richiedono valutazione specialistica. Immagine illustrativa: non consente autodiagnosi.

Illustrazione di un calazio della palpebra superiore

Il calazio segue un percorso distinto.

È una condizione infiammatoria. Se persiste, cambia aspetto o recidiva, viene rivalutata per escludere diagnosi alternative. Immagine illustrativa.

01 — Valutare

Durata, crescita, recidiva, ulcerazione, sanguinamento, perdita di ciglia e posizione orientano l’esame clinico.

02 — Definire

Quando l’esame non basta o la scelta terapeutica lo richiede, biopsia e istologia chiariscono la natura della lesione.

03 — Trattare e ricostruire

Osservazione, exeresi e ricostruzione vengono scelte in base alla diagnosi, alla sede e alla funzione palpebrale.

Noduli e neoformazioni

Valutazione, esame istologico e ricostruzione quando indicati.

Approfondisci le lesioni palpebrali

Calazio

Diagnosi e trattamento della condizione infiammatoria.

Approfondisci il calazio

LACRIMAZIONE E DRENAGGIO

La sede della chiusura guida la procedura.

Lacrime, palpebre e vie di drenaggio formano un unico sistema. I sintomi possono sembrare uguali, ma una chiusura alta e una chiusura bassa richiedono valutazioni e procedure diverse.

Infografica anatomica dei punti lacrimali, canalicoli, sacco lacrimale e dotto nasolacrimale con sedi di chiusura alta e bassa

Chiusura alta

Interessa i punti lacrimali o i canalicoli. Prima di intervenire si verificano posizione del punto, pompa palpebrale e pervietà del tratto a valle.

Chiusura bassa

Interessa il sacco lacrimale o il dotto nasolacrimale. Richiede un percorso diverso, definito dalla sede e dalla causa dell’ostruzione.

La lacrimazione non equivale sempre a un’ostruzione.

Superficie oculare, malposizioni palpebrali e alterazioni del drenaggio possono produrre sintomi simili: la diagnosi viene prima della procedura.

Approfondisci le vie lacrimali

ORIENTAMENTO E AGGIORNAMENTI

Informazioni affidabili. Aggiornamenti ufficiali.

Le pagine cliniche restano accessibili per orientamento generale. La ripresa delle visite e degli interventi sarà comunicata sul sito e sui canali ufficiali.

Resta aggiornato sulla ripresa dell’attività.

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Notizie e contenuti informativi nella sezione dedicata.

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