FirenzeOspedale Piero Palagi · Viale Michelangelo 41
EmpoliOspedale San Giuseppe · Casa della Salute
FormazioneRegno Unito · Australia
La blefaroplastica superiore è l'intervento di chirurgia oculoplastica che corregge il rilassamento e l'invecchiamento della palpebra superiore. Con gli anni la pelle in eccesso appesantisce lo sguardo e, nei casi più marcati, riduce il campo visivo, spesso accompagnata da lacrimazione, bruciore, prurito e una sensazione di fastidio continuo agli occhi. A Firenze il Dott. Silvestro Caputo la esegue con elettrobisturi: un risultato naturale, con cicatrici nascoste nella piega palpebrale e un recupero semplice, per restituire allo sguardo leggerezza ed espressione.

La blefaroplastica è la chirurgia che corregge il rilassamento della pelle e dei tessuti delle palpebre. Con l'età — e in alcuni casi per familiarità o esposizione solare — la cute palpebrale superiore si distende, i compartimenti grassi orbitari premono in avanti, il sopracciglio si abbassa. Il risultato è uno sguardo stanco: palpebre pesanti, "borse" superiori, talvolta riduzione del campo visivo periferico.
L'intervento dura circa un'ora, in regime ambulatoriale, in anestesia locale con eventuale sedazione cosciente. La cicatrice segue la piega naturale dell'occhio e diventa invisibile in poche settimane. È un intervento contemporaneamente funzionale (libera il campo visivo) ed estetico (restituisce uno sguardo riposato).

La blefarocalasi — il rilassamento della pelle palpebrale — si presenta in tre gradi, e ciascuno richiede un approccio chirurgico diverso. Stesso intervento nominale, tecniche e obiettivi distinti. La valutazione in pre-operatoria stabilisce il grado e disegna il piano.
Lieve eccedenza cutanea che lascia intravedere la piega palpebrale. Lo sguardo appare leggermente stanco, soprattutto in fotografia o a fine giornata. Nessun impatto funzionale, nessuna riduzione del campo visivo.
La pelle in eccesso copre la piega palpebrale e poggia sulle ciglia. Compaiono prominenze ai compartimenti grassi (la "borsa" mediale). Il paziente percepisce un peso, sente la palpebra "bassa". La visione superiore non è ancora compromessa.
La cute ridondante invade il campo visivo periferico superiore. Spesso il paziente alza inconsciamente il sopracciglio per compensare (frontalis recruitment), affaticandosi. MRD1 può essere < 2,5 mm. L'indicazione è funzionale oltre che estetica.
Una blefaroplastica ben riuscita nasce dalla visita pre-operatoria. È qui che misuro, millimetro per millimetro, come lavora la palpebra: la forza del muscolo elevatore — quello che la solleva — e l'apertura dell'occhio, espressa da un parametro chiamato MRD1, la distanza tra il centro della pupilla e il bordo della palpebra superiore. Valuto la posizione del sopracciglio e quanto il muscolo della fronte interviene per compensare. Distinguo infine il semplice eccesso di pelle (dermatocalasi) da una vera caduta della palpebra (ptosi): riconoscere la ptosi è decisivo, perché se trascurata lascerebbe il paziente insoddisfatto del risultato.
Completano il quadro alcuni test funzionali: Schirmer e BUT, che misurano quantità e stabilità delle lacrime — importanti soprattutto in chi ha fatto una LASIK o soffre di occhio secco — il test di Bell, che valuta la protezione naturale dell'occhio, e il campo visivo, che documenta quanto la pelle in eccesso limita la vista. Raccolgo infine fotografie in più proiezioni e un'anamnesi accurata: vanno segnalati i farmaci che fluidificano il sangue (anticoagulanti e antiaggreganti) e gli integratori come arnica e ginkgo, che possono aumentare il rischio di lividi.

Per decenni la blefaroplastica si è basata sulla resezione: si asportava pelle, grasso e muscolo. A distanza di anni il risultato era spesso una palpebra scavata e svuotata — un solco al posto della pienezza naturale — e uno sguardo paradossalmente invecchiato dall'intervento stesso. La blefaroplastica oculoplastica moderna ha rovesciato questo paradigma: invece di togliere, conserva il volume, lo riposiziona e preserva la struttura della palpebra.
Nella pratica, l'incisione segue la piega naturale della palpebra, così da nascondere la cicatrice. La pelle in eccesso viene asportata in modo calibrato — la quantità giusta si misura con il pinch test, una presa delicata con la pinzetta — mentre il muscolo orbicolare viene conservato quando è presente il solo eccesso di pelle (dermatocalasi). Il grasso non si elimina ma si risparmia e si riposiziona (fat-sparing); solo se resta una pienezza laterale si interviene sul cuscinetto adiposo profondo sotto il sopracciglio, il ROOF. La chiusura è affidata a una sutura intradermica continua, nascosta sotto la pelle: nessun punto resta visibile.

Una blefaroplastica ben pianificata non è una scelta tra estetica e funzione: è la loro integrazione. Il chirurgo oculo-plastico è formato per leggere insieme la dinamica visiva e la geometria dello sguardo, perché la palpebra è organo funzionale prima ancora che cornice estetica.
Subito dopo l'intervento il paziente torna a casa, accompagnato. Nelle prime 48 ore consiglio impacchi freddi a intervalli per ridurre il gonfiore (edema) e i lividi (ecchimosi), una posizione semi-seduta durante il sonno e nessuno sforzo fisico. La terapia prevede un collirio antibiotico e cortisonico, una pomata oculare da applicare la notte e, se serve, un antinfiammatorio da assumere per bocca.
I punti si rimuovono dopo 7 giorni. Il gonfiore visibile si riassorbe in 2-3 settimane e l'eventuale livido sfuma in 10-14 giorni. Il risultato si apprezza già dopo un mese; quello definitivo arriva intorno ai 3 mesi, quando la cicatrice si è completamente attenuata e i tessuti si sono assestati. Nascosta nella piega della palpebra, la cicatrice diventa praticamente invisibile entro 3-6 mesi.

La formazione · Londra, Moorfields Eye Hospital. La mia preparazione in chirurgia oculoplastica nasce nei reparti del Moorfields Eye Hospital di Londra, riferimento mondiale per la chirurgia delle palpebre, dell'orbita e delle vie lacrimali. Ho lavorato nel team del Mr George M. Saleh, oculoplastico di fama internazionale, occupandomi di blefaroplastica funzionale ed estetica, di ricostruzione della palpebra dopo l'asportazione di tumori e di chirurgia della ptosi (la palpebra che cade). È al Moorfields che ho appreso l'approccio moderno che conserva i volumi e l'equilibrio costante tra funzione ed estetica.
L'attuale pratica · Firenze, Ospedale Piero Palagi. Oggi sono responsabile dell'Ambulatorio delle Palpebre dell'Ospedale Piero Palagi a Firenze, in viale Michelangiolo. È qui che seguo i pazienti: la valutazione prima dell'intervento, i controlli successivi e le piccole procedure ambulatoriali. L'ambulatorio è dedicato esclusivamente alle patologie della palpebra e della regione intorno all'occhio — blefaroplastica, ptosi, ectropion ed entropion (la palpebra che si rovescia verso l'esterno o verso l'interno), neoformazioni, vie lacrimali e tumori palpebrali.
Porto in Italia un approccio costruito su due tradizioni: la scuola britannica della precisione tecnica e l'estetica mediterranea della naturalezza. La blefaroplastica oculoplastica non è chirurgia plastica generica: è una sotto-specialità dell'oftalmologia, che unisce l'anatomia funzionale dell'occhio al disegno estetico del volto.
Ogni visita si avvale di una strumentazione dedicata — la lampada a fessura, una scansione dell'occhio (OCT del segmento anteriore), fotografie standardizzate e l'esame del campo visivo — seguita da una pianificazione chirurgica condivisa con il paziente e da controlli programmati. Tutta la patologia palpebrale è seguita in un unico ambulatorio.

La blefaroplastica oculo-plastica non si misura sull'asportato, ma su ciò che resta: una palpebra che funziona, un volto che riconosce sé stesso, uno sguardo che dice "sono io, riposato".
Le domande più frequenti dei pazienti in visita oculo-plastica.
Prenota una visita all'Ambulatorio delle Palpebre dell'Ospedale Piero Palagi a Firenze, o presso l'Ospedale S. Giuseppe di Empoli. Valutazione completa, fotografia standardizzata, pianificazione condivisa.