Calazio · Dott. Silvestro Caputo
Trattamento · Calazio palpebrale

Palpebra leggera,
sguardo sereno.

Il calazio è una cisti benigna della ghiandola di Meibomio. Si risolve quasi sempre con impacchi caldi e massaggio. Quando persiste, una piccola incisione ambulatoriale lo rimuove in modo definitivo, senza segni esterni.

~20 min
intervento ambulatoriale
46–84%
risolto senza chirurgia
Firenze · Empoli
sedi operative
Immagine
Studio · valutazione alla lampada a fessura
«Il calazio è un piccolo nodulo
che chiede pazienza e mano leggera.
Sala procedure · Calazio
Fig. 00 · Atelier · Firenze 2026
Il percorso · 4 tappe
dalla diagnosi alla guarigione completa
01
Diagnosi
Lampada a fessura · differenziale con orzaiolo · valutazione clinica.
02
Impacchi
Calore umido 2 volte al giorno · massaggio in direzione delle ciglia.
03
Procedura
Se persiste · steroide intralesionale o incisione e curettage.
04
Igiene
Pulizia palpebrale quotidiana per prevenire le recidive.
I tre pilastri

Diagnosi, risoluzione, prevenzione.

01
Pilastro
Diagnosi.
Distinguere il calazio dall'orzaiolo, escludere il carcinoma sebaceo nelle forme recidivanti. La diagnosi è clinica, alla lampada a fessura.
02
Pilastro
Risoluzione.
Tre opzioni progressive: conservativa, iniezione intralesionale di steroide, incisione e curettage. Si sale di un gradino solo se il precedente non basta.
03
Pilastro
Prevenzione.
Igiene palpebrale quotidiana, gestione di rosacea, dermatite seborroica e blefarite: le condizioni predisponenti che fanno tornare il calazio.
01
Anatomia

Il calazio, una cisti meibomiana.

Il calazio è una raccolta lipogranulomatosa benigna che nasce da una delle ghiandole di Meibomio allineate nel tarso palpebrale. La causa è l'ispessimento del sebo all'interno della ghiandola, che si rompe e libera lipidi nei tessuti circostanti, scatenando una reazione infiammatoria granulomatosa.

Va distinto dall'orzaiolo, che è invece un'infezione batterica acuta di un follicolo ciliare sul bordo palpebrale. Il calazio cresce lentamente, l'orzaiolo è caldo e doloroso dal primo giorno. Sono due cose diverse, con trattamenti diversi.

Condizioni predisponenti
Rosacea oculare
Dermatite seborroica
Blefarite cronica
Disfunzione ghiandolare
Igiene palpebrale scarsa
Episodi multipli o recidivanti
Immagine
Tarso palpebrale · ghiandole di Meibomio
Fig. 01 · Anatomia
01/09
02
Forma persistente

Calazio cronico e voluminoso.

Quando il calazio resta a lungo, il rossore e la tensione iniziale si attenuano ma il nodulo persiste. È in questa fase che i pazienti chiedono di intervenire: per ragioni estetiche, o perché la lesione comprime il bulbo e induce ptosi, astigmatismo, calo del visus.

In presenza di calazi recidivanti o atipici, il materiale rimosso va sempre inviato all'esame istologico: la diagnosi differenziale prudente esclude il carcinoma sebaceo, raro ma da non mancare. Davanti al dubbio, l'istologia è sempre giustificata.

Indicazione chirurgica
Persistenza oltre 4-6 settimane
Ptosi palpebrale
Astigmatismo indotto
Calo del visus
Disagio estetico
Forme recidivanti
Immagine
Calazio cronico · palpebra superiore
Fig. 02 · Calazio persistente
02/09
03
Forma sintomatica

Quando il calazio si fa sentire.

Dopo un esordio rapido di alcuni giorni con tumefazione e arrossamento, il calazio diventa un nodulo palpabile, di solito non doloroso ma fastidioso. La palpebra appare pesante, lo sguardo asimmetrico, e nei calazi più grandi compare una sensazione di pressione sul bulbo.

In questa fase la terapia conservativa è la prima linea: impacchi caldo-umidi due volte al giorno per 3-5 minuti, seguiti da massaggio leggero in direzione delle ciglia. Se è presente un'infiammazione importante, si aggiunge una pomata antibiotica topica per qualche giorno.

Sintomi tipici
Nodulo palpebrale
Tumefazione localizzata
Palpebra pesante
Lieve fastidio alla pressione
Visione intermittente
Asimmetria palpebrale
Immagine
Impacco caldo-umido · 3-5 minuti
Fig. 03 · Calazio sintomatico
03/09
04
Forma iniziale

Calazio iniziale, e l'orzaiolo.

All'esordio il calazio si presenta come una piccola rilevatezza arrossata, lievemente dolente, della palpebra superiore o inferiore. Nelle prime due settimane è frequente vedere il rossore attenuarsi mentre il nodulo resta. La diagnosi è semplicemente clinica.

Da non confondere con l'orzaiolo: l'orzaiolo è caldo, doloroso, localizzato sul bordo ciliare ed è di origine infettiva acuta. Il calazio è più profondo, indolente, cronico. Nel 46% dei casi la sola terapia conservativa con impacchi e massaggio è sufficiente.

Conservativo · cosa fare
Impacchi caldi 2v/die
3-5 minuti di calore
Massaggio verso le ciglia
Igiene palpebrale
Antibiotico topico se rosso
Non spremere mai
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Calazio vs orzaiolo · diagnosi differenziale
Fig. 04 · Calazio iniziale
04/09
05
Seconda linea

Steroide intralesionale, senza bisturi.

Se la terapia conservativa non basta, l'opzione successiva è un'iniezione intralesionale di triamcinolone, eseguita per via transcongiuntivale in tecnica asettica. La procedura è ambulatoriale, dura pochi minuti, non richiede bendaggio.

L'efficacia documentata è tra il 75% e l'84% dei casi. Si esegue con un ago da 27 gauge, 0,2 ml di triamcinolone 10 mg/ml. La via transcongiuntivale riduce il rischio di depigmentazione cutanea. Il controllo a 3 settimane decide se servono ulteriori passaggi.

In sintesi
Ambulatoriale
Anestesia topica
Pochi minuti
Senza bendaggio
Controllo a 3 settimane
Efficacia 75-84%
Immagine
Iniezione transcongiuntivale · ago 27 G
Fig. 05 · Triamcinolone
05/09
06
La tecnica

Incisione e curettage.

Anestesia topica, infiltrazione di lidocaina 1% con adrenalina nel sottocute peri-lesionale, disinfezione con iodopovidone 5%. Si posiziona la pinza emostatica da calazio e si rovescia la palpebra per esporre la superficie tarsale.

Con bisturi #11 si esegue un'incisione verticale, perpendicolare al margine palpebrale, sopra la ghiandola ostruita. Una piccola curette rimuove il contenuto. Nei casi cronici si asporta anche la pseudocapsula con forbici fini, riducendo significativamente il rischio di recidiva.

Passaggi chirurgici
Anestesia topica
Lidocaina sottocute
Pinza emostatica
Incisione verticale
Curettage
Asportazione pseudocapsula
Immagine
Set chirurgico · pinza, bisturi #11, curette
Fig. 06 · La tecnica
06/09
07
Post-intervento

La terapia delle prime ore.

Al termine dell'intervento si applica una pomata oftalmica antibiotica (cloramfenicolo 1%) e un bendaggio compressivo per circa 4 ore, per controllare un eventuale sanguinamento delle arcate tarsali. Il paziente torna a casa lo stesso giorno, senza punti di sutura cutanei.

A domicilio si prosegue la pomata antibiotica quattro volte al giorno per 5 giorni, accompagnata da un massaggio leggero della palpebra dopo ogni applicazione. Antinfiammatori orali al bisogno. Antibiotici per via sistemica solo se compare cellulite o infezione.

Cosa fare a casa
Bendaggio 4 ore
Pomata antibiotica
Massaggio leggero
Niente trucco palpebrale
Lacrime artificiali
Niente piscina · 7 gg
Immagine
Cloramfenicolo 1% · 4 volte al giorno
Fig. 07 · La terapia
07/09
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Cosa accade dopo

Ecchimosi, sgonfiamento, ritorno alla vita.

Nei primi 2-3 giorni la palpebra può apparire gonfia e leggermente ecchimotica, soprattutto nei calazi voluminosi: è la normale risposta tissutale all'incisione. Il fastidio si controlla con paracetamolo. L'occhio è subito utilizzabile per leggere e per il lavoro al computer.

L'incisione è interna, sulla congiuntiva tarsale, quindi non lascia cicatrici visibili. Il gonfiore si risolve entro una settimana. Sport leggero dopo 7-10 giorni, sport di contatto e nuoto dopo 3 settimane. Il trucco palpebrale può essere ripreso a guarigione completa.

Le tappe del recupero
4h · rimozione bendaggio
48-72h · ecchimosi
5 gg · fine antibiotico
7 gg · sgonfiamento
3 sett · sport
4-6 sett · risultato
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Settimana 1 · palpebra sgonfia
Fig. 08 · Il recupero
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Risultato e prevenzione

Palpebra in ordine, e via le recidive.

A 4-6 settimane la palpebra ha recuperato la sua forma. La rimozione della pseudocapsula nei calazi cronici riduce in modo significativo il rischio di recidiva nella stessa ghiandola. La cicatrice tarsale interna è invisibile dall'esterno.

La prevenzione di nuovi calazi passa dall'igiene palpebrale quotidiana — salviette dedicate o detergente specifico — e dal trattamento delle condizioni predisponenti: rosacea oculare, dermatite seborroica, blefarite cronica. Nelle forme recidivanti, l'istologia tutela sempre.

Manutenzione quotidiana
Pulizia palpebrale
Impacchi caldi periodici
Cura della blefarite
Rosacea sotto controllo
Trucco struccato bene
Controlli periodici
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Igiene palpebrale · gesto quotidiano
Fig. 09 · La guarigione
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Una nota dal Dott. Caputo
Il calazio si tratta con pazienza prima che con il bisturi. Tante volte basta un po' di calore e costanza per restituire alla palpebra il suo silenzio.
Silvestro Caputo · Oftalmologo Chirurgo
I numeri del trattamento

Tempi brevi, risultato sicuro.

20
minuti di procedura
anestesia topica e locale
4h
di bendaggio
a casa lo stesso giorno
5 gg
di pomata antibiotica
quattro volte al giorno
4-6
settimane · risultato finale
palpebra di nuovo in ordine
Calazio palpebrale Ghiandole di Meibomio Impacchi caldi e massaggio Triamcinolone intralesionale Incisione e curettage Igiene palpebrale Calazio palpebrale Ghiandole di Meibomio Impacchi caldi e massaggio Triamcinolone intralesionale Incisione e curettage Igiene palpebrale
In sintesi

Le risposte
rapide.

Domande raccolte dai pazienti in visita. Per ogni dubbio, scrivici su WhatsApp.

01
È meglio aspettare o intervenire subito?
Nella maggior parte dei casi la prima linea è conservativa: impacchi caldi e massaggio per 4-6 settimane risolvono circa il 46% dei calazi. Si interviene solo se il nodulo persiste, ricresce o crea disturbi visivi.
02
Resterà una cicatrice visibile?
No: l'incisione è eseguita dall'interno, sulla congiuntiva del tarso. Non lascia segni sulla cute palpebrale. Eventuali ecchimosi superficiali si risolvono in 7-10 giorni.
03
Quando posso tornare al lavoro?
Anche il giorno dopo, se il lavoro è di ufficio o davanti a un computer. Sport leggero dopo 7-10 giorni, attività di contatto e nuoto dopo 3 settimane.
04
Il calazio può tornare?
Può ricomparire, soprattutto in chi ha blefarite, rosacea oculare o dermatite seborroica. La rimozione della pseudocapsula riduce il rischio nella stessa ghiandola; l'igiene palpebrale quotidiana riduce quello complessivo.
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Palpebra leggera, sguardo sereno.

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